A cerchio, quasi a proteggere la casa vigilano piante secolari. Una quercia, alta e possente di circa 100 anni, col suo fusto gigantesco, recentemente ferito da un fulmine e con la sua ampia chioma è lì per farsi conoscere, per offrire ombra a coloro che vogliono sostare; chissà quante storie conserva dentro di sé che i visitatori nella pace del luogo possono immaginare o ascoltare direttamente dai proprietari che attraverso le generazioni se le sono tramandate. Un gelso secolare a ridosso della barchessa col suo fusto curvato rappresenta la storia del secolo scorso quando era ricco alimento per il baco da seta; ora produce more e grande ombra. Un altissimo caco, con le sue foglie lucide e il fusto dritto, funge da sentinella all'ingresso della corte. Uno strano ciliegio, chiamato "a cuore", è l'esemplare di una qualità purtroppo quasi in estinzione.

Erbe officinali crescono attorno ai muri della casa, della stalla e della barchessa, sugli argini. Un prato, totalmente tenuto ad erbe selvatiche, si presenta di vari colori a seconda delle stagioni: dal giallo, al viola, al rosa. Claudio e Claudia, i titolari, hanno creato l'ambiente naturale perché queste erbe crescano abbondanti; le apprezzano per i loro profumi, per il loro sapore senza eguali. Molte di queste erbe dai sapori unici si trasformano in prelibatezze culinarie. Si riconoscono: menta, mentuccia, parietaria, piantaggine, topinambur, valerianella, crescione, rafano, silene, tarassaco, cedronella, malva, meliloto, melissa, bardana asparago selvatico, acetosella, barba di becco, buon enrico, calendula, cardo mariano, lattuga scariola, portulaca, potentilla, salvia dei prati, viola mammola e molte altre. Foglie, fiori, frutti, radici, tuberi, infiorescenze, semi, profumi, sapori saranno oggetto di scoperte che arricchiranno le conoscenze facendo crescere l'idea che la natura offre mille risorse alimentari. Molte di queste erbe sono state protagoniste di superstizioni e di pregiudizi che nel tempo hanno contribuito in modo altalenante a farle apprezzare o disprezzare. Sono state protagoniste di magie, veleni, nelle fiabe, talismani di fortune o scaccia mali nella tradizione popolare. Ancora oggi qualcuno le definisce erbe infestanti. Claudia ha predisposto per i visitatori un fascicoletto riportante le caratteristiche delle piante e alcune deliziose ricette affinché ciascuno possa riconoscerle e utilizzarle.
Una lunga passeggiata lungo l'argine che costeggia l'azienda permette di visitare la ricchezza arborea spontanea che fa da cornice al fiume Secchia, che si intravede appena tra il ricco fogliame. Si riconoscono salici, pioppo bianco, olmo, acacie, sambuco, canne di bambù, prugnolo, che hanno come inquilini il picchio verde, le tortore, i merli, le poiane. Fra questa vegetazione forse in una tana che si intravede appena abita una volpe rossa.